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Instagram stories: come combattere la timidezza

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24 11 2021

Storie Instagram e timidezza: alcuni consigli utili per sconfiggerla

Qualche giorno fa, sul mio profilo Instagram, abbiamo affrontato il tema della timidezza nelle storie. È un tema che sento molto perché io stessa, agli inizi, era tremendamente timida… Ora le storie sono il mio punto di forza. Ma cosa è successo? Come è avvenuto questo cambiamento?

3 tipi di timidezza

Per prima cosa, a mio avviso, dobbiamo iniziare a distinguere tre diversi tipi di situazioni. Infatti, il nostro approccio silenzioso alle storie può dipendere (in linea generale) da tre diversi fattori;

  • “mi vergogno a parlare davanti a chi conosco”;
  • “mi sento scema a parlare con il telefono”;
  • “mi vergogno a parlare con degli sconosciuti perché penso di non avere nulla di interessante da dire”.

Vediamoli nel dettaglio e cerchiamo di capire come superarli.

“Mi vergogno a parlare davanti alle persone che conosco”

Ci sta, ci sta assolutamente. Quando ho iniziato a usare Instagram attivamente l’ho fatto perché volevo promuovere i miei libri. Quindi mi divertivo tantissimo a scattare le foto e a scrivere le caption (anche se all’epoca non erano proprio il massimo eh)  ma con le storie proprio non andavo d’accordo. O meglio… scattavo anche lì delle foto, mettevo delle scritte ma nulla di più. E questo perché ero convinta che Meraviglioso Fidanzato potesse giudicare.

Nel frattempo le storie sono diventate uno strumento sempre più fondamentale. Così mi sono fatta coraggio e un pezzettino per volta, quando ero sola, avevo iniziato a parlare (nel mio contenuto in evidenza “libri pt 1” puoi vedere una recensione parlata: studiala con attenzione e ti renderai conto di quanto fossi impostata e impacciata).

Poi ho aperto la partita iva, è arrivata la pandemia e MF ha iniziato a lavorare in smart working. E così ho dovuto valutare cosa fare: rinunciare alle storie parlate, ormai strumento fondamentale per il mio brand personale, oppure capire quale fosse la posizione di MF? Ovviamente ho scelto la seconda opzione . Sai qual è stata la sua risposta?

“Ho sempre cercato di dirtelo ma non mi hai dato retta: a me piace ascoltarti mentre fai le storie, quindi stai serena”.

Perché ti ho raccontato la mia storia? Perché spesso siamo noi a metterci dei limiti, a creare problemi che non esistono. Poi però ci sono anche le situazioni in cui effettivamente le persone giudicano. E di chi è il problema? IL LORO!! Le storie parlate ti servono, sono divertenti e ti danno una mano enorme per fidelizzare la community. Non utilizzarle solo perché le persone che ci circondano non ne capiscono l’importanza e giudicano è un peccato.

Quindi, il mio consiglio è di parlare con chi ti è vicino e di mostrare il tuo punto di vista. Se capiscono… bene, se non capiscono: FREGATENEEEE!

“Mi sento scema a parlare con il telefono”

Qui abbiamo, invece, un problema di community e di brand personale. Ma andiamo con ordine.

Perché hai la sensazione di parlare con un cellulare? Perché non hai una community attiva e perché sei convinta che ad ascoltarti non ci siano persone ma numeri. Sono pronta a scommettere, infatti, che quando guardi il numero di visualizzazioni delle tue storie pensi “che palle, oggi mi hanno vista solamente in…”. E soprattutto vedi che quel numero non cambia mai, anzi spesso diminuisce.

Questo avviene perché non hai una strategia anche per le storie e perché hai la pretesa di parlare con dei numeri. Le persone non sono numeri. Una delle prime cose che ti posso consigliare è di iniziare a trattare degli argomenti di interesse per la tua nicchia che possano generare uno scambio e far interagire le persone con i tuoi contenuti.  All’inizio non pretendere troppo: sfrutta gli sticker del sondaggio, della barra di gradimento e dei quiz.

In ogni caso, il mio consiglio è quello di rimettere un po’ mano al tuo brand personale per capire se stai lavorando nella direzione giusta. Per farlo, se vuoi, puoi iniziare dal mio Spieghino (se non sei sicura non preoccuparti, puoi iscriverti alle mie lettere digitali e ricevere gratis il primo capitolo).

“Mi vergogno a parlare con degli sconosciuti perché penso di non avere nulla di interessante da dire”

Qui ci muoviamo, invece, su un duplice fronte. La timidezza la capisco bene. Lo so, non si direbbe ma anche io sono molto timida. Sai quando questa timidezza si è un po’ affievolita? Quando ho iniziato a instaurare dei rapporti, delle conversazioni. Una parte che spesso tendiamo a tralasciare è l’interazione: ci aspettiamo (e spesso pretendiamo) che le persone della nostra community interagiscano con i nostri contenuti. Ma noi lo facciamo con i loro?

L’interazione è uno scambio reciproco, mai una strada a senso unico. E, soprattutto, l’interazione è alla base di ogni rapporto. Quindi, amica mia, trova un po’ di tempo e fornisci a chi, secondo te, lo merita il supporto che vorresti ricevere tu!

E per le cose da dire? Amica mia… IL PIANO EDITORIALE! Io non è che voglio essere rompiscatole però…aiutati che il cielo ti aiuta! Capisco che ci voglia tempo, ma se hai lavorato bene all’inizio con il tuo brand personale perché devi penalizzarti con argomenti “raffazzonati”? Anche qui, se non sai da dove partire, ti chiedo un pochino di pazienza: prima di Natale (salvo intoppi del cosmo) dovrebbe arrivare il nuovo Spieghino proprio sul PED.

Nel frattempo, inizia con una bella lista di argomenti che vorresti trattare e coinvolgi la tua community: attraverso i sondaggi fai scegliere a loro quali, tra le tematiche che hai proposto, preferiscono. Vedrai che se li inviterai a interagire sarà molto più divertente e questa fastidiosa sensazione sparirà!

Spero che questo articolo ti sia stato utile! Se hai qualche domanda commenta il post oppure raggiungimi nella mia community e scrivimi in DM! Ti aspetto!

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